Un viaggio di 13 anni…

13 anni sono trascorsi dai primi articoli su pmoroni.it.
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La nostra missione è quella di continuare questo viaggio con tutti voi.
Un grande, grande grazie!

Un viaggio di 10 anni…

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Un anno fa, Slideshow

Un anno fa iniziava l’avventura di questo blog… un mosaico di emozioni nel cuore più profondo del continente americano. Abbiamo interiorizzato un mondo magico, alle volte tanto viscerale da sembrarci troppo duro. Dagli Stati Uniti, culla pensante e contraddittoria del mondo attuale, abbiamo imparato a mettere da parte i pregiudizi e sostituirli con tanta curiosità. Il Messico ci ha donato la gioia del viaggio, gli spazi immensi e la bellezza della natura, ma anche l’inesauribile resistenza di un popolo sedotto e poi abbandonato. Il Guatemala, stupendo e commovente, terreno fertile del mondo Maya, la ricerca di un futuro migliore, alla quale ci siamo uniti attraverso la nostra cooperazione come volontari. La Colombia, un paese sconfinato e magnifico, tanto selvaggio da sfuggire lo sguardo; la sorpresa di un fermento elettrizzante. L’Ecuador, un condensato di latinoamerica, una natura rigogliosa ed un popolo accogliente: l’incontro con la foresta amazzonica ed i suoi popoli, l’eterna lotta contro lo sfruttamento senza regole delle risorse naturali. Il Perù con le sue bellezze archeologiche, nella sconosciuta regione andina settentrionale; lo spettacolo della “Suiza Peruana” (Svizzera peruviana), Huaraz e la Cordillera Blanca. Ora che ci addormentiamo sull’ultimo giorno, ci sorride un mosaico di visi e sguardi, l’importanza che hanno avuto ed avranno nella nostra vita, la promessa di incontrarci di nuovo, un giorno…

Mosaico di un viaggio nomade: dagli USA al Perù, Messico Guatemala Colombia Ecuador

Lima e Manual del Pendejo

L’ultima settimana americana, un’altra volta e tanto breve da sembrare già finita: il viaggio nel Perù, fantastico ma forse vissuto meno intensamente rispetto alle esperienze negli altri paesi latinoamericani. Giungendo dalla spoglia costa dell’Oceano Pacifico, Lima appare come un enorme e polverosa striscia di deserto, a prima vista poco attrattiva ed ospitale. Il traffico congestiona la metropoli riducendo il centro storico (attorno a Plaza de Armas) ad un imbuto di smog, niente di romantico. La gente grida per vendere mercanzia di ogni tipo, dal cibo agli oggetti più impensabili. Un vecchio ci mostra il prodotto con cui dice “me gano la vida“, il Manual del Pendejo, ovvero sogni a tempo già scaduti ed acqua santa… la vita in America Latina non è mai banale né dolce, reclama solo tanta, troppa fantasia.

Moche, maschera d'oro archeologia pre-colombiana Lima Perù

Il museo Yuyanapaq. Para recordar (in memoria del ventennio della guerra civile, 1980-2000), ricorda attraverso un intenso percorso audio-visivo l’orrore del genocidio sofferto dal popolo andino ed il periodo forse più tragico della storia peruana, una stagione di contrapposizioni ideologiche che portarono un’ondata di terrore nel paese. Come sempre, coloro che pagarono il prezzo più tragico di questa guerra furono i popoli indigeni, in particolare nella regione di Ayacucho. Travolto da una spirale di violenza ed atti terroristici, il paese smarrì la coscienza e sospese la propria storia.

Guerra civile peruviana, Sendero Luminoso Fujimori, massacri di Ayacucho Ande

Trekking nella Cordillera Blanca

Si avvicina la Semana Santa (Pasqua) e Huaraz comincia ad animarsi per l’inizio della stagione di trekking ed alpinismo nella Cordillera Blanca. Questa splendida catena montuosa, che si estende per 180 chilometri all’interno del Parco Nazionale Huascarán, include il picco più alto del Perù (Huascarán, 6768 metri) ed una delle montagne più belle al mondo (Alpamayo, celebre per la sua parete nord-ovest a forma di piramide). Accanto ai circuiti più frequentati, Santa Cruz trek (5 giorni tra lagune, nevai e passi a 5000 metri di altitudine) e Lagunas de Llanganuco (nella foto), esistono innumerevoli trekking di varia difficoltà tra cui: Laguna Churup trek, Quilcayhuanca trek e Ishinca trek. Tutti offrono stupende viste delle cime innevate della Cordillera Blanca. Numerose sono anche le opzioni di ascensione alle vette della catena montuosa, senza dimenticare la vicina Cordillera Huayhuash (trek Huayhuash). Per ulteriori informazioni su trekking ed alpinismo nella zona di Huaraz, un buon punto di partenza può essere la Asociacion de Guias de Montaña del Perù. Per le migliori viste sulla Cordillera Blanca, basta percorrere i numerosi sentieri della Cordillera Negra a piedi, mountain bike o cavallo.

Trekking nella Cordillera Blanca Lagune di Llanganuco

Un’alba a Huaraz

Un’alba a Huaraz vale lo spettacolo di 30 vette innevate colorarsi del rosa trasportato dal vento gelido. Un’alba a Huaraz vale il sorriso di una signora infreddolita, gridare “¡Tamales!”. Un’alba a Huaraz ti sorprende fino a farti urlare che hai conquistato il tetto del mondo, o forse solo la meta di un lungo cammino. Un’alba a Huaraz ti toglie il respiro, per condurti dove solo i condor andini possono osare. Un’alba a Huaraz vale 10 mesi di viaggio nomade e tante avventure, è la gioia del tempo e l’entusiasmo di scoprire sempre nuovi orizzonti. Ora il giorno con i suoi colori, il mercato campesino e le donne scherzare, i timidi sorrisi dei bambini, una cavalcata o una lunga camminata verso le lagune di smeraldo (Llanganuco e Churup)… e tante piccole storie da ricordare.

Cordillera Blanca da Huaraz foto panoramica Huascaran Alpamayo Perù

Cañon del Pato, verso Huaraz

E’ l’alba quando il deserto della costa peruviana, tetramente spoglio, si lascia risvegliare dai primi raggi di sole, che giocano stancamente con la nebbia. Nella mente Trujillo e le rovine Moche di Chan Chan, una notte interminabile al terminal dei bus “America Express”. Il sogno svanisce accompagnato dall’odore di ferro e pesce del porto di Chimbote, un luogo di frontiera e forse addirittura pittoresco. Scegliamo la via più spettacolare per ritornare verso le Ande, percorrendo il Cañon del Pato. Il bus arranca faticosamente lungo la strada sterrata, numerosi ponti barcollanti rallentano il cammino. L’abisso sotto di noi cresce costantemente, il fiume in piena ruggisce sul fondo dissestato della valle. Un sistema di anguste gallerie ci costringe a lunghe attese quando incrociamo altri mezzi di trasporto ma, dopo ore di viaggio, finalmente l’orizzonte si apre sulla Cordillera Blanca, uno dei luoghi più spettacolari al mondo, con le sue innumerevoli cime innevate (Huascarán, Alpamayo, Huandoy, tutte oltre i 6000 metri). Lungo il Callejon de Huaylas, da Caraz, Yungay ed infine Huaraz, godiamo di un paesaggio che toglie il respiro…

Huascarán innevato da Yungay Huaraz Perù Cañon del Pato

Viaggio da Chachapoyas a Cajamarca

Risveglio all’alba, la nostra prima indimenticabile settimana in Perù si conclude con un viaggio incredibile: verso il passato, verso il cielo, verso un presente duro ma autentico. La strada che connette Chachapoyas a Cajamarca e’ un cammino di ciottoli e polvere, che svanisce inesorabilmente inghiottito dall’abbandono e dalla natura. Ci uniamo alla processione di centinaia di contadini che, nel giorno del mercato, si dirigono verso il pueblo di Yerbabuena (Rio Utcubamba); approfittando di ogni mezzo di trasporto disponibile (camion, cavalli, tori) o a piedi. Piove e l’umidità mescola colori e sapori del mercato, grida e schizzi di fango. In questa atmosfera avviene lo scambio millenario tra i prodotti dell’altiplano e quelli della selva. Proseguiamo verso il sito archeologico di Revash, interessante esempio di architettura Chachapoya. La strada segue valli verdissime fino a Leymebamba, dove visitiamo il museo “Centro Mallqui”, circa 200 mummie Chachapoya sono custodite assieme a numerosi reperti scoperti presso la Laguna de los Condores. Ora saliamo decisi, la vegetazione scompare e superiamo i 4000 metri di altitudine. Raggiungiamo le nuvole e godiamo di un orizzonte mozzafiato, mentre il sole tramonta.

Altrettanto rapidamente ci gettiamo in una discesa senza freni, fino a toccare le acque del Rio Marañon, presso la località de La Balsa (500 metri s.l.m). Mentre ceniamo, la cameriera ci avverte che diversi assalti a mano armata si sono verificati lungo la strada per Cendelin: nasce un’estenuante contrattazione con l’autista, decidiamo di proseguire. Nella nebbia raggiungiamo l’obiettivo della giornata (Cendelin), e’ notte inoltrata. Sia noi sia i nostri compagni di viaggio (Michael e Lukas) siamo stremati. Il giorno successivo ripartiamo da Cendelin alla volta di Cajamarca, di nuovo ore ed ore di saliscendi in bus. Un’avventura irripetibile, un viaggio nel Perù più autentico.

Anziana donna Chachapoya, culture indigene Cajamarca Altipiano Ande Perù

Catarata de Gocta

La terza cascata più alta del mondo, seconda solo al Salto Angel in Venezuela (972 metri) e le Tugela Falls (Sudafrica, 948 metri). Considerando i due salti raggiunge i 779 metri, uno spettacolo… Per raggiungerla, un faticoso ma interessante cammino attraverso ciò che rimane (poco purtroppo) della stupenda selva di montagna peruviana.

Catarata de Gocta più alta cascata del mondo Sud America Perù