Un’alba a Huaraz

Un’alba a Huaraz vale lo spettacolo di 30 vette innevate colorarsi del rosa trasportato dal vento gelido. Un’alba a Huaraz vale il sorriso di una signora infreddolita, gridare “¡Tamales!”. Un’alba a Huaraz ti sorprende fino a farti urlare che hai conquistato il tetto del mondo, o forse solo la meta di un lungo cammino. Un’alba a Huaraz ti toglie il respiro, per condurti dove solo i condor andini possono osare. Un’alba a Huaraz vale 10 mesi di viaggio nomade e tante avventure, è la gioia del tempo e l’entusiasmo di scoprire sempre nuovi orizzonti. Ora il giorno con i suoi colori, il mercato campesino e le donne scherzare, i timidi sorrisi dei bambini, una cavalcata o una lunga camminata verso le lagune di smeraldo (Llanganuco e Churup)… e tante piccole storie da ricordare.

Cordillera Blanca da Huaraz foto panoramica Huascaran Alpamayo Perù

Ecuador-Perú, via Zumba

Quando le nostre amiche tedesche ci svegliano presto la mattina, comincia il viaggio da Vilcabamba verso la frontiera tra Ecuador e Perù. Il nostro percorso, passando per il villaggio di Zumba, segue una rotta inusuale. Dopo aver superato un valico che domina la valle di Vilcabamba, iniziamo una lunga discesa attraverso la giungla di montagna del Parco Nazionale Podocarpus. Il bus fa frequenti soste, spesso in villaggi fantasma, ma ci sono sempre persone che aspettano il nostro arrivo; in breve siamo travolti da una massa di gente, merci ed animali. Dopo circa 6 ore di viaggio giungiamo a Zumba, la prima meta’ del nostro percorso. Quasi 2 ore di camioneta ci separano dal confine peruviano, ma un ponte travolto dal fiume ci costringe a guadare: l’avventura si fa sempre più interessante! E’ ormai sera quando sbrighiamo le formalità immigratorie, presso il ponte internazionale di La Balsa. Ancora 2 ore di colectivo (per fugare i dubbi di altri viaggiatori: 12 soles, contrattabili a 10) ed arriviamo a San Ignacio, stanchi ma felici… Lasciamo l’Equador, un minuscolo stato latinoamericano che ci ha regalato delle esperienze indimenticabili e la speranza che possa esserci un futuro, quando un popolo ha il coraggio di lottare per i propri diritti. Ora il Perù, un gigante per bellezza e storia, la culla della civiltà Inca.

Camion e strade andine avventura Perù Ecuador Sud America

Parco Nazionale Cotopaxi

Per caso, esattamente di fronte al ponte che è la porta d’ingresso della cittadina di Latacunga, un ragazzo ci fa cenno di salire sul suo bus sgangherato. E’ mattina presto, inizia il viaggio verso la cima innevata e perfettamente conica del vulcano Cotopaxi. La strada sale inesorabilmente: tremila, quattromila, cinquemila metri, il paesaggio è di quelli che tolgono il respiro. Il silenzio è padrone di queste lande ventose, abitate dagli animali che meglio hanno saputo adattarsi al duro clima andino (alpaca, condor, puma, cavalli selvatici ed ungulati di piccola taglia). Per un attimo sogniamo di salire in cima al cratere del Cotopaxi per poter dominare un orizzonte sterminato, ma ascendere al vulcano attivo più alto del mondo non è un’avventura che si organizza in cinque minuti… alcuni cavalli, fieri della loro libertà, ci seguono sospettosi mentre camminiamo attorno alla laguna Limpiopungo. Tre giganteschi condor delle Ande accarezzano la cima persa nelle nubi del vulcano Rumiñahui, inseguendo un sole caldo ed accecante (davvero il dio Inti nella cultura incaica) che tenta invano di aprirsi una breccia nella coltre nebbiosa.

Sulla strada del ritorno passiamo presso il villaggio Saquisili, sede ogni giovedì di uno dei mercati più colorati dell’Equador.

Nevaio del Cotopaxi vulcano Parco nazionale alpinismo Ande Ecuador

Da Panama alla Colombia: Darien Gap

Il passaggio tra Centro America e Sud America e’ un problema che molti viaggiatori sono costretti ad affrontare. La Carretera Panamericana si interrompe nella zona di giungla e paludi denominata Darien Gap, rendendo impossibili i collegamenti terrestri tra Panama e la Colombia. Dall’esperienza di altri viaggiatori abbiamo raccolto alcune informazioni, che pubblichiamo sperando possano essere utili a qualcuno nel futuro. Le opzioni per superare il Darien Gap, eliminato il troppo pericoloso passaggio via terra (nella regione colombiana del Chocó sono presenti gruppi di guerriglieri e di paramilitari) sono sostanzialmente tre:

  • veliero o barca da Cartagena (Colombia) direttamente in territorio panamense, passando per le Islas de San Blas (costo: circa 250$)
  • volo aereo tra Panama City e Bogotà, Medellin o Cartagena (costo: variabile in funzione della stagione, 150-300$)
  • bus da Medellin o Cartagena a Turbo (23$), viaggiando di notte per giungere di mattina a Turbo e salire su una lancha/barca fino a Capurganà (20$, 2ore) dove ci sono alloggi economici ed il caribe e’ stupendo. Da Capurgana’ si può infine prendere un’altra lancha per Puerto Obaldia (10$, 40 min), che e’ già in territorio panamense e si possono sbrigare le formalità richieste dall’immigrazione. Da Puerto Obaldia ci sono due voli alla settimana per Panama City (57$).

Danza afrocaraibica afroamericana cumbia Cartagena de Indias Colombia foto di viaggio blog America Latina

Viaggio nomade

Che fate ancora qui?
Pensate di imparare qualcosa standovene lì seduti?
L’unico modo per crescere è girare il mondo,
coltivare l’anima osservando culture diverse.
Non fermatevi mai nello sguardo,
bensì imparate ad osservare con attenzione…
Una nota soave, un ballo vorticoso,
un sorriso basteranno a regalarvi
la gioia di un petalo che s’apre,
di un fiore che sboccia!

Domani è america.

Viaggio nomade in bicicletta

Un simpatico 60enne australiano nel corso dell’ultimo anno ha percorso migliaia di chilometri in bicicletta lungo le strade ed i sentieri dell’america latina, in completa solitudine e senza nessun aiuto se non le sue gambe e l’ospitalità delle persone che ha incontrato lungo il percorso… Un viaggio nomade lungo le americhe affrontato alla giusta velocità, inseguendo il ritmo delle stagioni e della curiosità, senza condizionamenti di sorta. Un viaggio nomade indimenticabile!

La sintesi dell’esperienza sta tutta nelle sue parole: “La importancia de viajar es comprender con tus propios ojos la realidad, es decir observar de una manera crítica, sin que te lo cuente un tercero. Se trata de contemplar sin prejuicios” (l’importanza di viaggiare è sperimentare la realtà coi propri occhi, cioè osservare in modo critico senza che qualcun altro te lo racconti. Significa contemplare senza pregiudizi).

Alex, remando verso le americhe

Era partito il 18 settembre 2005 da Genova. Alex Bellini, nato e cresciuto dalle mie parti (e cioè sulle montagne!), ha attraversato in solitaria tutto l’oceano atlantico con la sola forza delle sue braccia, approdando infine domenica scorsa sulle coste dell’america latina, a Fortaleza (Brasile). Non c’ero, ma posso sicuramente immaginare sette mesi di dure lotte con l’indomabile oceano e le sue insidie! Forse un pò metodico, ma un vero viaggio nomade. E soprattutto tanto coraggio e tanta determinazione, complimenti…