L’ombra che segue il bambino

I timidi incontri che nelle ultime settimane abbiamo fatto con le persone che nel nostro semplicistico immaginario sono gli “indiani d’america”, non ci hanno consentito di capire fino in fondo quale sia l’attuale condizione di questi popoli. Nella regione in cui ci troviamo conducevano una vita nomade le tribu’ Navajo (The delight song of tsoai-talee, N. Momaday), Apache ed una miriade di altri gruppi piu’ ristretti. Attraversando i territori ipocritamente concessi ai popoli indigeni, capiamo da dove viene il loro profondo rispetto per la natura e chi la abita: sono terre semi-desertiche, a cui si possono chiedere risorse a piccoli sorsi interrotti, dove la vita e’ durissima e piena di insidie, dove solo i cavalli piu’ resistenti (gli splendidi Mustang) riescono a sopravvivere. Capiamo perche’ erano popoli che occupavano territori immensi, spostandosi di continuo; e perche’ la musica che tuttora suonano e’ tanto malinconica ed echeggiante. Ci sconvolge vedere che, assuefatti da un mondo che li ha soggiogati bruscamente, essi sono costretti a barattare la loro splendida cultura con pochi spiccioli ingrati… e vedere quelli che erano i loro accampamenti trasformarsi in finti rifacimenti dove operano floridi casino’, vendendo sogni di plastica, molto alcool e sotterrando la storia. Al contrario, ci affascina quanto stiamo imparando in New Mexico, dove gli antichi pueblos (indianpueblo.org) sono aiutati nel tentativo di mantenerne la cultura e le millenarie tradizioni.

Ci piace pensare agli uomini come ad esseri viventi sgusciati dal ventre della madre terra per iniziare un interminabile viaggio verso sud, in pace con la natura e con se’ stessi… un viaggio nomade che anche noi stiamo seguendo, nel nostro piccolo.

Un commento su “L’ombra che segue il bambino”

  1. continuate a farci viaggiare con voi almeno con l’immaginazione… portateci lontano verso l’oceano…

    approposito attenzione agli squali che sono sempre in agguato!!!!!!!!!!
    vi baciamo tutti e due…
    ciao mamma, dany,franca

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