Guatemala, enfrentando su futuro

In Guatemala la disuguaglianza sociale raggiunge livelli sconfortanti, spingendoci ad una profonda riflessione sulla situazione del paese centroamericano. Nel nostro viaggio attraverso le regioni di Huehuetenango, Alta Verapaz e Quiché, nella zona nord-occidentale e più remota del paese, ci accorgiamo della situazione di abbandono ed emarginazione sociale di cui soffrono le comunità indigene della sierra. La terra e’ scarsamente produttiva e l’economia di sussistenza delle comunità e’ continuamente minacciata dalle difficoltà, motivo per cui i nuclei familiari conducono una vita semi-nomade o addirittura sono costretti a migrare verso la costa, il Chiapas o gli Stati Uniti, quando ne hanno la possibilità.

La comunità di Santa Barbara (Huehuetenango) rappresenta un drammatico esempio: l’agricoltura e’ largamente improduttiva (il 95% del territorio e’ argilloso), l’assenza di servizi basici (sanità, educazione) e’ cronica, i rifornimenti di acqua potabile e cibo distano ore di cammino. In definitiva la situazione e’ tanto difficile che viene a mancare lo spirito comunitario che sempre caratterizza i nuclei indigeni e che abbiamo potuto conoscere in ogni villaggio del Chiapas. Il Guatemala ricorda oggi i primi dieci anni di pace dopo una sanguinosa guerra civile e spesso viene castigato da catastrofi naturali (da ultimo, l’uragano Stan), ma ciò non può essere una scusa per perpetuare la discriminazione nei confronti del popolo indigeno. Ci colpisce leggere sui giornali quanta attenzione godano tuttora fantasmi del passato quali l’ex presidente Rios Montt (la storia si ripete), implicato nello sterminio di interi villaggi maya al tempo della guerra civile.

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2 commenti su “Guatemala, enfrentando su futuro”

  1. Lo spirito comunitario viene a mancare quando comincia la disperazione…veramente dovremmo riflettere
    mamma

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