Lefkada e Porto Katsiki

Da Patrasso e dopo aver superato il maestoso ponte di Rion Antirion, salutiamo il Peloponneso e torniamo nella Grecia continentale. Il paesaggio cambia, il verde aumenta e nel sorriso della gente si comincia ad intravedere un ricordo di Balcani.
L’isola di Lefkada rimane connessa alla terra ferma per una striscia di terra salmastra, dove corre anche la strada. Essa si presenta inizialmente agevole, ma dirigendosi verso sud, la situazione peggiora costantemente. Giunti a Vassiliki prendiamo a salire su una lunga costa di roccia calcarea, fino a scollinare verso la costa occidentale di Lefkada. Qui la strada diventa una traccia sempre più tenue che si sviluppa a fatica tra folti boschi di pini marittimi e minuscoli villaggi. Il paesaggio si fa sempre più selvaggio ed infine scorgiamo lo spettacolo di Porto Katsiki, un lembo di spiaggia sovrastato da un impressionante faraglione calcareo e lambito da un mare blu elettrico. Rimaniamo senza fiato.

Suggerimento di viaggio: raggiungere la spiaggia di Porto Katsiki alla sera di una lunga giornata estiva, fare il bagno nel mare blu e li rimanere sospesi nel silenzio e nel buio della notte.

Lefkada e Porto Katsiki, Grecia

Viaggio nel Peloponneso, da Monemvasia a Glifa

Da Elafonisos e Monemvasia, la strada sale verso le dita del Peloponneso senza dare sosta, curva dopo curva. All’improvviso compare la splendida valle di Sparta, verde e lussureggiante malgrado la calura estiva. Qui non si trova traccia dei tempi che furono, quando gli spartani dominarono il mondo antico, ma traspira ancora un’atmosfera bucolica sancita da pascoli e sterminate greggi di ovini.
Dopo svariate ore giungiamo a Pyrgos, dove ci assale un caldo improvviso, la polvere e la paura di alcuni bambini che lavano i vetri ai numerosi semafori che bloccano i mezzi lungo la strada principale. Un certo sollievo
ci coglie quando rivediamo il mare e seguiamo la stradina sterrata che ci guida al campeggio di Glifa.

Suggerimento di viaggio: attendere che il mare si getti sull’isola di Zacinto, seduti sulla spiaggetta del Camping Ionion Beach

Viaggio nel Peloponneso, da Monemvasia a Glifa, Grecia

Elafonisos, la spiaggia ed il paradiso nascosto

Una giornata di curve e strade selvagge, un breve tragitto in traghetto e finalmente sbarchiamo sulla quasi penisola di Elafonisos. Ad accoglierci uno spettacolo inaspettato: un lenzuolo di fine e soffice sabbia bianca che digrada dolcemente verso un mare placido e cristallino. Qui immergersi e’ un’esperienza indimenticabile a 360 gradi: l’acqua e’ talmente pulita e trasparente che si puo osservare il fondale per decine di metri, alla ricerca di pesci e delle tartarughe caretta caretta che qui ancora depongono le loro uova.

Suggerimento di viaggio: godersi un bagno al tramonto sull’isola di Elafonisos, fuori stagione, nel silenzio della meravigliosa spiaggia gemella di Simos, tra dune bianche e mare turchese, a due passi dall’omonimo Camping Simos

Elafonisos, la spiaggia ed il paradiso nascosto, Grecia

Micene e la civiltà perduta

Da Epidauro ci muoviamo velocemente verso l’entroterra fino alle aride colline meta delle nostra successiva escursione archeologica, nei pressi della acropoli fortificata dell’antica Micene. Ci perdiamo di nuovo nei racconti omerici di Achei, Troiani e delle vicissitudini amorose e bellicose dei popoli che solcarono l’Egeo ed il Peloponneso in epoca arcaica.

A Micene troviamo buoni amici, un inaspettato temporale ed un poco di riposo dopo alcuni giorni di lunghi viaggi.

Suggerimento di viaggio: provare l’emozione di essere gli unici ospiti dello spartano Camping Atreus, proprio all’ingresso del paesino moderno di Micene.

Micene la civiltà perduta, Grecia

Epidauro ed il teatro greco antico

Da Delfi ci muoviamo nella trafficata direzione di Atene ma prendiamo la sofferta decisione di non fermarci, preferendo puntare direttamente verso il Peloponneso, che raggiungiamo improvvisamente quando passiamo sopra lo spettacolare canale di Corinto. Ripercorriamo anche emotivamente le tappe storiche che hanno riempito di nozioni i nostri studi, luoghi come Salamina, Corinto, Tebe. Da qui la strada procede tortuosa seguendo la costa orientale del Peloponneso, fino a raggiungere Nuova Epidauro. Qui ci attende una tranquilla cittadina, buon cibo, tanti nuovi amici ed un mare placido e mite.

Poco distante, nell’entroterra, compare improvviso ed inaspettato il sito archeologico dell’antica Epidauro, con il suo immenso e spettacolare teatro semicircolare, dall’acustica eccezionale, da considerarsi un degno simbolo del teatro greco così come è giunto a noi direttamente dall’antichità.

Suggerimento di viaggio: rilassarsi nella tranquilla baia di Nuova Epidauro, nel Camping Nicolas, letteralmente ad un passo dalla spiaggia e dalla riva del mare.

Epidauro ed il teatro greco antico, Grecia

Delfi, l’ombelico del mondo

Una spettacolare via tra ripide montagne e coste frastagliate ci porta lassù dove gli dei del mondo antico avevano posizionato il centro del mondo o meglio l’ombelico del mondo mediterraneo. Delfi è uno spettacolare sito archeologico che si aggrappa tenacemente alle pendici del monte Parnaso e si apre su una vasta e fertile valle, coltivata ad uliveti. La vista è resa ancor più spettacolare dalla vicinanza al golfo di Corinto, creando una situazione eccezionale in cui mare e montagna si incontrano a poca distanza.

Il sito archeologico di Delfi è una gemma del mondo greco antico, con i suoi templi, o meglio i resti dei thesauroi votivi delle città greche, il teatro, lo stadio. Salendo a piedi la via sacra, si percepisce la millenaria storia di questo luogo, dove la sacerdotessa Pizia generava i suoi oracoli nel tempio di Apollo, dove ancora innumerevoli si leggono le massime, le scritte ed i messaggi dei numerosi pellegrini di un tempo. Tra le tante, ancora si legge gnōthi seautón, il “conosci te stesso” di socratica memoria.

Suggerimento di viaggio: Prendersi una rilassante pausa dal viaggio presso il Camping Delfi, con vista sugli uliveti ed il mare, per poi visitare il sito archeologico all’alba o al tramonto.

Delfi, l'ombelico del mondo, Grecia

Volos, Koropi e la penisola di Pilio

Lasciamo diversi amici a Meteora, ma il viaggio ci farà incontrare di nuovo. Un ultimo sguardo agli splendidi funghi di pietra che ci sovrastano e partiamo alla volta del mare, nei pressi di Volos. Attraversiamo campi di grano bruciati dal sole di fine primavera e notiamo sulle colline innumerevoli capanne di allevatori ed agricoltori. Finalmente scorgiamo il golfo di Volos con il suo porto ed il suo mantello bianco di case a circondarlo. Atmosfera tranquilla. Pensiamo all’esperienza del TEM, l’unita’ alternativa virtuale che nasce come esperimento greco per implementare un sistema di scambio di conoscenze e lavori simile alla banca del tempo. Le pendici del Pilio furono rifugio del centauro ed ora si difendono dalle masse di turisti nascondendo piccoli gioielli come la spiaggia di Mylopótamos oppure piccoli villaggi come Koropi, dove ci fermiamo una notte per assaporare i ritmi lenti e rilassati dei villaggi greci.

Suggerimento di viaggio: Pranzare presso la taverna e gustare insalate greche, moussaka, torte pastrami e tanti altri piatti tipici della cucina greca

Volos, Koropi e la penisola di Pilio, Grecia

Da Igoumenitsa ai monasteri di Meteora

Il traghetto solca silenzioso il mare calmo quando all’improvviso, dopo aver seguito la frastagliata costa dell’Albania e costeggiato l’isola di Corfu, vira verso la baia di Igoumenitsa. Una mattinata fresca, il traghetto attracca con un leggiero ritardo e subito comincia il viaggio. La strada corre veloce su scoscese colline, si inerpica sui fianchi di montagne ricoperte da verdi pinete ed infine ridiscende a perdifiato verso Ioannina. Ci attrae la tranquilla passeggiata lungo il lago e ci sorprende l’anima meticcia di questa città dove agli odierni turisti europei e balcanici, si mescolano un lontano ricordo di mondo arabo ed una più attuale misticità ortodossa. A ricordarcelo il profumo delle stradine di Ioannina, dove ancora si vendono dolcetti arabi, spezie e prodotti di artigianato in argento, come in un suk mediorientale. A sovrastarci una spianata, che fu reggia e tuttora tomba di Ali Pasha il sovrano ottomano di Ioannina, dove coesistono minareti e chiese ortodosse, in un contrasto architettonico e culturale che ci avvicinano inaspettatamente ai confini orientali dell’Europa.

Ancora alcune ore di viaggio e lo spettacolo naturale dei monasteri di Meteora, si apre ai nostri occhi, lasciandoci senza parole. I monaci del monastero di Varlaam ci guardano con distacco mentre saliamo le scale a strapiombo sulle formazioni rocciose monolitiche, che ci spiegano essersi formate come il risultato di erosione fluviale.

Suggerimento di viaggio: Camping Vrachos Kastraki, Monasteri di Meteora.

Da Igoumenitsa ai monasteri di Meteora, Grecia