Maiz vs petrolio: miraggi latinoamericani

L’elevato prezzo del petrolio ha incentivato nell’ultimo anno la produzione di biocombustibile da fonti alternative (biomassa). Per effetto della crescente richiesta di maiz (utilizzato per produrre bio etanolo) da parte del mercato statunitense, il prezzo di questo cereale aumenta, raggiungendo livelli record. I paesi produttori, quali Stati Uniti d’America, Cina, Argentina, Messico, Brasile, ed in generale tutta la regione latinoamericana, pensano di aumentare la produzione e di conseguenza l’estensione di territorio agricolo. In questo scenario, l’utilizzo di mais transgenico diventa più che una tentazione, facendo sorgere una domanda: quanto e’ etico dirottare la produzione di un elemento basico nella dieta di milioni di persone verso i serbatoi delle automobili? L’Equador rappresenta un esempio emblematico di questa contraddizione: nel bacino amazzonico l’estrazione di petrolio e nella regione occidentale la crescente produzione di mais, mentre un popolo sfruttato continua ad affannarsi nel tentativo di risolvere il dramma della fame. Visto che non ci piace parlare di problemi che sembrano lontani dalle possibilità della singola persona, almeno senza dare una minima speranza, vi segnaliamo alcune associazioni che operano nel settore dei diritti umani, comunità rurali ed ambiente; nel caso vi fossero persone interessate a svolgere attività di cooperazione/volontariato in Equador: Sinchi Sacha, Ecuador volunteer, Fundacion Brethen y Unida, Jatun Sacha, e molte altre con cui non siamo entrati in contatto diretto (rivolte principalmente ad appoggiare i diritti delle comunità indigene della foresta amazzonica).

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