Maya Pedal e’ un’associazione ONG nata nel 1997 con lo scopo di aiutare lo sviluppo delle comunità rurali in Guatemala, attraverso l’utilizzo delle “bicimacchine”. Con il termine bicimacchina si fa riferimento ad una tecnologia intermedia sviluppata a partire da biciclette riciclate: si tratta quindi di una tecnologia auto-sufficiente ed eco-sostenibile, visto che non richiede elettricità o combustibile per il suo funzionamento; inoltre e’ un affidabile strumento di appoggio all’economia familiare, visto che le macchine prodotte hanno sempre un’utilità immediata. Nell’officina di San Andres Itzapa (Chimaltenango), grazie anche al contributo di un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, si disegnano e si assemblano diversi tipi di bicimacchina, tra i quali: frullatori (bicilicuadoras), mulini (bicimolinos), pompe d’acqua (bicibombas de lazo), lavatrici (bicilavadoras), tricicli e bicitaxi, smerigliatrici ed aratri. Collaborando direttamente con le fantastiche persone che creano il piccolo staff dell’organizzazione, ho potuto capire quanto sia apprezzato in Guatemala e soprattutto nelle comunità rurali l’attività della ONG: ogni giorno vi sono nuovi interessati ed associazioni che comprano le macchine assemblate per distribuirle sul territorio. E’ interessantissimo partecipare direttamente al semplice ma geniale processo di produzione di ciascuna bicimacchina, che si basa esclusivamente sull’utilizzo di parti di biciclette usate ed opportunamente modificate. Un consiglio per chi volesse svolgere un’attività di volontariato che concretamente agisce sul territorio portando beneficio alle comunità rurali, dove tuttora mancano i servizi basici. I siti di Maya Pedal e di Pedal Power rappresentano una buona fonte di informazione per chi fosse interessato al progetto.
Maya Pedal, costruendo bicimacchine
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